Lo yoga e l’arrampicata sono un binomio perfetto per migliorare le prestazioni fisiche e mentali in parete: lo yoga è lo strumento che fornisce al corpo e alla mente le risorse necessarie per eccellere sulla roccia.
Ecco come queste due discipline si fondono per migliorare le prestazioni di un climber.
1. Flessibilità e Mobilità: Oltre la Forza.
In arrampicata, la forza delle dita e delle braccia è inutile se non si riesce ad avvicinare il bacino alla parete.
- L’apporto dello yoga: Praticare asana (posizioni) focalizzate sull’apertura delle anche (come la posizione del Piccione) permette di tenere il baricentro più vicino alla roccia, riducendo lo sforzo sugli arti superiori.
- Mobilità articolare: Lo yoga lavora sulla flessibilità di spalle e caviglie, essenziale per raggiungere appigli lontani o per caricare il peso su piccoli appoggi con i piedi.
2. Core Stability e Equilibrio
L’arrampicata richiede una tensione corporea costante. Lo yoga eccelle nel rinforzare il core (la muscolatura profonda dell’addome e della schiena).
- Controllo del baricentro: Posizioni di equilibrio come l’Albero o il Guerriero III allenano i muscoli stabilizzatori, fondamentali quando ci si trova in situazioni di precarietà su una via.
- Consapevolezza corporea: Lo yoga insegna a percepire ogni singola parte del corpo, permettendo al climber di capire esattamente dove si trova il proprio peso nello spazio.
3. La Respirazione (Pranayama): Il Motore della Calma
Uno dei maggiori ostacoli in arrampicata è la gestione della paura e della fatica. Quando il fiato si fa corto, i muscoli si irrigidiscono e compare il tipico “tremore”.
- Gestione dello stress: Lo yoga insegna a respirare profondamente anche sotto sforzo. La respirazione addominale (o meglio “respirazione yogica completa”) aiuta a ossigenare i muscoli e a mantenere la calma mentale nei passaggi chiave, evitando il panico.
- Recupero: Imparare a controllare il respiro permette di recuperare più velocemente durante i riposi in parete.
4. Prevenzione degli Infortuni
L’arrampicata è un’attività che tende a “chiudere” il corpo: i muscoli pettorali si contraggono e le spalle ruotano in avanti.
- Compensazione: Lo yoga agisce come attività di compensazione perfetta, aprendo il petto e allungando i tendini degli avambracci (spesso soggetti a infiammazioni).
- Antagonisti: Rafforzando i muscoli antagonisti rispetto a quelli usati per tirare, lo yoga crea un equilibrio muscolare che previene tendiniti e dolori cronici.
5. La Presenza Mentale.
Sia nello yoga che nell’arrampicata, il passato e il futuro scompaiono. Esiste solo il momento presente, il prossimo appiglio o il prossimo respiro.
- Focus: La concentrazione richiesta per mantenere una posizione yoga complessa è la stessa necessaria per quando stiamo scalando una parete. Questa sinergia mentale porta allo stato di Presenza Mentale, dove l’azione e la consapevolezza si fondono, rendendo la scalata fluida e apparentemente senza sforzo.
Conclusione
Lo yoga non è solo “stretching per climber”, è un sistema completo . Che tu sia un principiante o un esperto, integrare una sessione di yoga nella tua routine settimanale non solo ti renderà un arrampicatore più forte, ma anche più longevo e consapevole.
Con questo articolo ringrazio il grande Alberto Milani, celebre per aver unito la disciplina dello yoga alla pratica dell’arrampicata. E’ il mio maestro di yoga e amico di scalata: grazie a lui diversi anni fa ho avuto modo di approfondire queste due discipline che sembrano così diverse ma in realtà sono molto simili. E da allora non ho mai smesso, nè con lo yoga e nè con l’arrampicata.

